Ricordare per non dimenticare
Ogni anno, il 27 gennaio, il mondo si unisce per commemorare la Giornata della Memoria, un giorno dedicato alla riflessione e al ricordo delle vittime dell’Olocausto.

Questa data simbolica ricorda la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche nel 1945.
L’olocausto rappresenta uno dei periodi più oscuri della storia umana, durante il quale milioni di ebrei, insieme a Rom, Sinti, omosessuali, disabili e molti altri, furono perseguitati e brutalmente assassinati dal regime nazista.
È essenziale ricordare non solo per commemorare le vittime, ma anche per imparare dagli errori del passato e non dimenticare mai le atrocità commesse durante l’Olocausto, perché se non si viene ricordato, gli stessi errori e le stesse atrocità possono essere commesse di nuovo, come è successo nel genocidio del popolo Tamil perpetrato dal governo dello Sri Lanka, in cui vi furono bombardamenti indiscriminati su civili, uccisioni extragiudiziali, campi di concentramento camuffati come campi per sfollati, stupri e altre violenze contro la popolazione Tamil. Durante le ultime fasi, ben 70.000 civili Tamil persero la vita e tuttora 146.679 civili continuano a mancare all’appello.

Il genocidio del popolo Eelam Tamil continua ad essere un problema attuale e la comunità Tamil continua a chiedere giustizia esattamente come il popolo palestinese, contro cui l’esercito di Israele sta adottando delle misure che sembrerebbero evidenziare un forte intento genocida di fondo, testimoniato dall’assiduo bombardamento di strutture civili come scuole ed ospedali, e dalla sottrazione di beni di prima necessità.
Per questo motivo la memoria è il nostro più potente strumento per prevenire che gli orrori del passato si ripetano e la Giornata della Memoria ci ricorda che ognuno di noi ha la responsabilità di essere un custode della memoria, affinché la storia non si ripeta mai più.
